Pubblici ministeri e polizia rumena hanno effettuato oltre 300 perquisizioni a Bucarest e in diverse contee nell’ambito del secondo giorno dell’operazione Jupiter 6. L’azione di martedì 3 novembre ha coinvolto 67 attività operative, indagando una vasta gamma di reati, tra cui evasione fiscale, contrabbando, riciclaggio di denaro, appropriazione indebita, frode, furto aggravato, estorsione e ricatto. Gli investigatori hanno inoltre seguito accuse che riguardano minacce, rapina, falsificazione e uso di documenti falsificati, contraffazione, abuso d’ufficio, reati legati alla corruzione e violazioni delle norme su armi e munizioni. L’indagine include traffico di sostanze tossiche, bracconaggio illegale, taglio illegale di alberi e furto di alberi, oltre a reati previsti dalla normativa su foreste e rifiuti. Le autorità hanno dichiarato che i danni quantificati finora superano 46.972.256 lei e 289.417 dollari statunitensi, con ulteriori perdite che dovrebbero essere accertate nel corso delle indagini. Durante le irruzioni, i pubblici ministeri hanno eseguito i mandati per accompagnare i sospettati a interrogatorio. Un altro obiettivo dell’operazione era identificare i proventi criminali, congelare i beni e adottare misure di tutela per supportare il recupero dei presunti proventi e l’indennizzo del danno causato.