L’Italia ha schierato altri 500 soldati a Milano mentre la città si prepara a ulteriori manifestazioni nel fine settimana, a distanza di una settimana da saccheggi e scontri con la polizia. Il provvedimento, annunciato dalla premier Giorgia Meloni, porta il numero complessivo di soldati a Milano a supportare circa 5.000 tra agenti di polizia e altre forze dell’ordine. Le autorità prevedono sorveglianza con droni, controlli nelle stazioni ferroviarie, unità di pronto intervento e monitoraggio online per individuare eventuali richieste di violenza. La polizia di Milano ha affermato che la violenza e i saccheggi dello scorso weekend hanno coinvolto circa 2.000 manifestanti molto giovani. Tra coloro che, secondo quanto riferito, avrebbero partecipato, molti erano “italiani naturalizzati, di seconda generazione”, insieme a cittadini stranieri. Nel corso di due giorni, la polizia ha arrestato 45 persone, 34 delle quali minori. Gli assalti dei rivoltosi hanno preso di mira negozi in aree al di fuori della centralissima piazza del Duomo, con l’obiettivo di colpire negozi di scarpe da ginnastica, abbigliamento sportivo e articoli sportivi. Le misure di sicurezza per sabato si estenderanno oltre il centro di Milano perché le autorità temono che i manifestanti possano spostarsi in altre zone per evitare aree molto presidiate dalla polizia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che i soldati non sono pienamente equipaggiati per operazioni di ordine pubblico, citando limiti su strumenti come i lacci di contenimento in plastica, e ha aggiunto che non sono autorizzati a portare spray al peperoncino o taser. Ha anche spiegato che alle truppe è stato consentito da poco di usare i lacci di contenimento in plastica attorno alle stazioni ferroviarie, non in tutta la città. La polizia di Milano e le autorità locali hanno detto che serve un’indagine ulteriore sui precedenti e sulle motivazioni dei giovani che hanno partecipato ai saccheggi. Il dispiegamento dovrebbe restare in vigore mentre sabato sono previste proteste anche in diverse città europee, con ulteriori scontri segnalati nella capitale dell’Albania.