La Francia schiera truppe dopo i disordini del weekend e arresta un sospetto per l’incendio a Limoges
Alle autorità sono stati assegnati 200 investigatori, mentre i coprifuoco si sono protratti fino a martedì sera.
La Francia schiererà le truppe insieme alla polizia mentre avvia una vasta operazione di sicurezza in vista di ulteriori proteste sabato, ha dichiarato martedì il governo, ammettendo dei fallimenti dopo le violenze del 17 ottobre nelle principali città.
Il primo ministro Sebastien Lecornu ha detto che lo schieramento “il prossimo sabato sarà massiccio”, con priorità immediata quella di ripristinare l ordine dopo i disordini e i saccheggi a Parigi, Marsiglia e Lione. Il ministro dell Interno Laurent Nunez ha dichiarato che le forze militari affiancheranno la polizia, mentre il governo si è impegnato a rivedere le tattiche dopo le critiche secondo cui i centri cittadini erano rimasti troppo esposti.
Lecornu ha detto che la rivolta è arrivata a una scelta “tra la violenza e la Repubblica” e ha attribuito la responsabilità a gruppi dell estrema sinistra. I coprifuoco sono seguiti a una notte di relativa calma, con misure locali adottate nelle aree interessate, tra cui coprifuoco per bambini e adolescenti sotto i 18 anni, estesi fino a martedì sera.
Mentre i legislatori mettevano in piedi una commissione d inchiesta per stabilire le cause dei disordini, le autorità hanno assegnato 200 investigatori per identificare e rintracciare le persone coinvolte. Nunez si è scusato per gli errori, dicendo che ci sono stati fallimenti sul fronte dell intelligence e che gli schieramenti della polizia erano stati troppo statici, oltre a un errore sulle ferie dei poliziotti previste.
La polizia ha anche arrestato martedì un uomo sospettato di aver dato fuoco che ha distrutto un municipio storico a Limoges durante i disordini. Le autorità hanno detto che il sospetto era inserito in una lista di sorveglianza per la sicurezza e che apparteneva a un gruppo di ultra-sinistra.
Il caos si è esteso in Europa: disordini sono stati segnalati anche in Italia, inclusa Milano, e in Albania, dove si prevedeva che i manifestanti marcassero a Tirana per il settimo giorno consecutivo contro il primo ministro Edi Rama.
Al momento, il sospetto resta in custodia mentre le indagini continuano, con una commissione d inchiesta e 200 investigatori al lavoro per identificare coloro che sono dietro le violenze in strada.
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Fonte:
Cyprus Mail