La polizia di Lione usa i droni durante le proteste degli studenti, mentre le autorizzazioni Ripost arrivano dopo
Mediapart riferisce che la prefettura ha pubblicato immagini dei droni sui social media prima che online comparisse qualsiasi ordine di autorizzazione.
Le autorità di Lione hanno usato droni della polizia per monitorare una mobilitazione studentesca, con ordini di autorizzazione descritti come emessi in gran parte dopo i voli dei droni.
Secondo Mediapart, la prefettura del Rodano ha iniziato a far volare droni per supervisionare le manifestazioni dopo l’avvio della mobilitazione. L’agenzia afferma che le decisioni di autorizzazione venivano prese “quasi sistematicamente” a posteriori, in base alla recente legge Ripost della Francia, che, come riporta il resoconto, rende difficili le contestazioni legali della liceità della sorveglianza.
Mediapart afferma che il 1, 2 e 5 ottobre la prefettura ha pubblicato immagini sui propri account social per annunciare che avrebbe usato droni per monitorare le proteste degli studenti dei licei a Lione. Il rapporto indica che, al momento in cui questi post sono stati pubblicati, non era ancora stato pubblicato alcun ordine di autorizzazione che stabilisse le regole per gli impieghi dei droni.
La storia è collegata a documenti ufficiali descritti da Mediapart sotto la voce “Autorisation captation d’image par aéronef”, che riguardano l’uso di un aeromobile per catturare immagini.
Il rapporto non descrive arresti, accuse o procedimenti giudiziari legati al monitoraggio con droni.
La questione evidenziata da Mediapart è procedurale: quando i droni vengono usati per la sorveglianza e quando vengono pubblicati gli ordini di autorizzazione, in particolare in relazione al quadro della legge Ripost.
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Fonte:
Mediapart