Una mostra temporanea intitolata «Dalle ispezioni a raggi X ai robot moderni: 50 anni dell’Unità artificieri» è stata inaugurata al Museo della Polizia slovena, in via Kotnikova a Lubiana. La mostra, inaugurata ufficialmente venerdì 4 settembre 2026, celebra il 50° anniversario dell’Unità artificieri. Attraverso reperti museali, attrezzature, fotografie e altri materiali, presenta lo sviluppo dell’unità nell’arco di cinque decenni. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato membri del personale del Museo della Polizia, rappresentanti dell’Accademia di polizia e del Ministero dell’Interno e della Pubblica amministrazione, agenti di polizia e rappresentanti di organizzazioni di veterani. Tra le autorità presenti figuravano anche il sottosegretario di Stato Denis Zobarič e il vicedirettore generale della Polizia, Beno Meglič. Zobarič ha dichiarato che la mostra è sia una rappresentazione dell’evoluzione tecnica e professionale dell’attività di bonifica degli ordigni sia un omaggio ai tecnici artificieri della Polizia per i loro decenni di servizio. Ha sottolineato che, nonostante i cambiamenti tecnologici, il fattore umano rimane decisivo, affermando che nessuna attrezzatura o robot può sostituire le competenze, l’esperienza, la calma e la capacità decisionale degli specialisti. Ha inoltre evidenziato la necessità di garantire condizioni adeguate per lavorare in sicurezza e di continuare a investire nella formazione, nelle attrezzature moderne e nello sviluppo delle capacità. Meglič ha definito la bonifica degli ordigni una delle aree più impegnative e responsabili del lavoro di polizia, in cui «semplicemente non c’è spazio per gli errori». In occasione dell’anniversario ha ringraziato le generazioni di tecnici artificieri per il loro contributo alla sicurezza pubblica e allo sviluppo dell’attività di bonifica degli ordigni all’interno della Polizia slovena. La mostra illustra i compiti, gli obiettivi e le principali tappe dell’unità dalla sua istituzione nel 1975 a oggi. Ripercorre l’evoluzione delle operazioni, dalle prime ispezioni a raggi X e dall’esame manuale degli oggetti sospetti ai moderni sistemi robotici progettati per rendere il lavoro più sicuro ed efficace. Secondo gli organizzatori, l’esposizione contribuisce anche a preservare la storia della Polizia slovena per le generazioni future.