György Matolcsy, ex governatore della banca centrale dell’Ungheria, è stato detenuto mentre i pubblici ministeri indagano su una presunta frode legata a fondazioni create durante il suo mandato. L’indagine, guidata dall’Unità investigativa centrale dell’Ufficio del pubblico ministero con la polizia, è in corso dall’inizio del 2025. I pubblici ministeri affermano che il caso riguarda il cosiddetto fascicolo NBH e la gestione di fondi connessi alle fondazioni create dalla banca sotto la precedente dirigenza. I pubblici ministeri hanno inoltre collegato l’inchiesta alle preoccupazioni sollevate dalla Corte dei conti ungherese in merito agli investimenti effettuati dalla fondazione e dalla sua società di gestione patrimoniale. Ad aprile, Matolcsy ha dichiarato che la banca centrale non aveva alcun mandato legale che le consentisse di intervenire nelle operazioni delle fondazioni, aggiungendo che queste agivano in modo indipendente. Telex ha riferito che è stato detenuto mercoledì mattina insieme ad altre persone coinvolte nelle indagini. I pubblici ministeri hanno dichiarato che l’indagine riguarda il reato di gestione fraudolenta di fondi, che avrebbe causato, secondo l’accusa, un danno finanziario particolarmente rilevante. Non hanno fornito ulteriori dettagli, spiegando che l’inchiesta include attività in più sedi. L’ultima operazione comunicata è avvenuta a maggio, quando i pubblici ministeri e la polizia ungheresi hanno sequestrato fondi e titoli per circa 92 miliardi di fiorini, equivalenti a circa 300 milioni di dollari USA, in un’indagine separata sul riciclaggio di denaro che prende di mira fondazioni della banca centrale istituite anni prima. Matolcsy resta detenuto: i pubblici ministeri stanno preparando ulteriori passaggi investigativi, incluse le audizioni, mentre l’indagine prosegue.