La Polizia di Stato lettone non ha riscontrato carenze sistemiche nel modo in cui risponde alle violazioni della disciplina del servizio, secondo una verifica del ministero ormai completata. L’indagine è stata avviata dopo diversi presunti reati commessi da poliziotti a fine estate, quando gli agenti sarebbero stati ubriachi. I controlli, conclusi a ottobre, non erano mirati al capo della Polizia di Stato Armands Ruka né a un singolo agente. La commissione ha valutato se la Polizia di Stato disponga di un controllo efficace, di misure di supervisione e prevenzione per le violazioni disciplinari, e se il controllo interno e la vigilanza sulle prestazioni durante il servizio soddisfino i requisiti di legge. Ha concluso che la Polizia di Stato gestisce un sistema strutturato in modo normativo e organizzativo per il controllo della disciplina e la prevenzione e che non sono state identificate mancanze sistemiche nel modo in cui vengono gestite le violazioni disciplinari. La commissione ha ordinato a Ruka di mantenere il monitoraggio intensificato della conformità alla disciplina del servizio, con particolare attenzione ai rischi collegati ad alcol, narcotici, psicotropi o altre sostanze inebrianti. Ha inoltre istruito a fornire regolari aggiornamenti al personale di polizia sulle violazioni disciplinari individuate, sulle loro conseguenze e sul fatto che i comportamenti punibili non sono accettabili. Il ministero ha anche comunicato che la commissione aveva richiesto informazioni al pubblico sulle presunte violazioni disciplinari da parte di dipendenti della polizia che avevano attirato l’attenzione pubblica, nonché su come la Polizia di Stato abbia reagito. Lo stato più recente è che il controllo di servizio è stato completato e che i controlli rafforzati ordinati continuano ora sotto la supervisione di Ruka.