La polizia rumena e i pubblici ministeri hanno effettuato 304 perquisizioni domiciliari in tutto il Paese nell’ambito dell’operazione Jupiter, descritta come una delle più grandi azioni di quest’anno. Le perquisizioni si sono svolte martedì 3 novembre e sono state coordinate dalla Procura collegata all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia insieme all’Ispettorato generale della Polizia rumena. Gli investigatori hanno utilizzato fascicoli relativi a procedimenti penali che riguardano presunti reati economici e finanziari, criminalità giudiziaria e violazioni delle norme su armi e munizioni, oltre a illeciti collegati alla silvicoltura. Tra i reati sospettati oggetto di indagine figurano evasione fiscale, contrabbando e contrabbando aggravato, riciclaggio di denaro, falsificazione di documenti privati, falsificazione di documenti ufficiali, inganno, frode e falsi o documenti di identità falsificati. I fascicoli includono anche reati come contraffazione, appropriazione indebita, usura, estorsione, rapina, rapina aggravata, abuso d’ufficio, illecita acquisizione di fondi e reati informatici e legati all’identità. L’operazione ha inoltre preso di mira persone sospettate di aver violato le regole su armi e munizioni, bracconaggio, traffico di sostanze tossiche e reati forestali. Pubblici ministeri e polizia hanno controllato l’abbattimento illegale di alberi, il furto di legname, il trasporto senza documenti legali e la manipolazione dei dati nei sistemi informatici usati per monitorare il patrimonio forestale. La polizia rumena ha indicato che l’obiettivo era documentare l’attività criminale presunta, recuperare i danni e rendere indisponibili i beni ottenuti tramite reati o detenuti illegalmente. Le persone individuate durante le perquisizioni saranno accompagnate per essere interrogate e i pubblici ministeri decideranno quali misure legali si applichino in ciascun caso. La polizia rumena ha affermato che nel corso della giornata sarebbero stati forniti aggiornamenti man mano che le indagini proseguivano in ogni fascicolo.