Un uomo tedesco di 33 anni è stato trattenuto dopo che un incendio ha devastato la residenza di Hitler in cima a una montagna, il Kehlsteinhaus, noto anche come Nido d’Aquila, in Baviera. Gli allarmi antincendio sono stati ricevuti alle 21:15 ora locale di venerdì e i vigili del fuoco hanno trovato l’edificio avvolto dalle fiamme. La polizia ha affermato che il terreno difficile ha ostacolato gli sforzi per domare il rogo, con circa 200 operatori d’emergenza ancora schierati mentre l’incendio continuava fino a tarda notte e si protraeva nella primissima mattinata di sabato. Gli agenti hanno arrestato l’uomo mentre viaggiava in moto nelle vicinanze della scena, secondo quanto riportato dai media tedeschi. È stata aperta un’indagine penale. Gli investigatori hanno dichiarato che al momento non ci sono indicazioni di ulteriori sospetti. Il procuratore Rainer Vietze ha detto che una relazione psichiatrica indicava segni di una possibile malattia mentale, il che potrebbe portare a una ridotta responsabilità, e che anche un possibile movente politico è al vaglio mentre il caso si trova ancora nelle sue fasi iniziali. Il Nido d’Aquila, completato dai nazisti nel 1938 sopra Berchtesgaden, era uno dei diversi edifici utilizzati da Hitler e dal suo entourage durante la Seconda guerra mondiale. I media locali hanno riferito che il sito era in gran parte distrutto e il ministro dell’Interno della Baviera Joachim Herrmann ha dichiarato che non resterà in rovina.