La procura di Besançon ha aperto un’inchiesta dopo che un video, ampiamente condiviso, mostra un agente di polizia colpire un giovane uomo a terra con un manganello durante la protesta del 17 ottobre. Il caso è stato aperto il 19 ottobre ed è stato affidato alla «cellule déontologie» all’interno della direzione interdipartimentale della polizia nazionale francese per il dipartimento del Doubs. Il procuratore Cédric Logelin ha confermato la vicenda il 22 ottobre, descrivendo l’accusa come «violenza da parte di una persona investita di pubbliche funzioni». Nel filmato, visibile mentre gli agenti intervengono nel centro della città nel tardo pomeriggio di sabato 17 ottobre, la protesta aveva già preso una piega caotica, con saccheggi e violenze segnalati in altre parti della Francia. Un giovane mascherato con guanti bianchi appare mentre prova a fermare un motociclo alzando entrambe le braccia. Un agente lo mette quindi a terra e lo colpisce con quello che sembra essere una sequenza di cinque colpi di manganello. Un altro agente trattiene il collega e libera il giovane. Poi gli agenti tornano verso di lui e gli chiedono di andarsene. In seguito il manifestante viene aiutato ad alzarsi da un altro dimostrante prima di allontanarsi dalla polizia. Anche la prefettura del Doubs aveva annunciato un’indagine amministrativa. Nel frattempo, il prefetto Rémi Bastille ha introdotto nuove misure di ordine pubblico, tra cui il divieto di raduni sulle strade pubbliche nel centro di Besançon sabato 24 ottobre dalle 21 alle 24. Chi trasgredisce rischia una sanzione fissa di 135 euro, e a Besançon e Montbéliard è vietato indossare dispositivi di protezione come caschi, maschere e occhiali protettivi, salvo che ci sia un motivo legittimo. L’indagine penale resta in corso, con la procura che continua a lavorare tramite l’unità di etica della polizia.