Ex agente della polizia stradale di Pordenone in carcere per resistenza e stalking a Padova
Luca Caroppo è anche indagato per la persecuzione della sua ex avvocatessa dopo precedenti ordini di divieto di avvicinamento.
I carabinieri di Padova hanno arrestato e posto in carcere l’ex agente comunale Luca Caroppo dopo che si è opposto al tentativo delle forze dell’ordine di notificargli un provvedimento. Ora è anche accusato di stalking nei confronti della sua ex avvocatessa.
L’arresto è avvenuto dopo fatti a Padova all’inizio della settimana, quando gli agenti dell’unità di Prato della Valle hanno dovuto notificare a Caroppo un atto collegato a una serie di violazioni. Invece di ottemperare, Caroppo si è opposto alla notifica e ha pubblicato video sul suo profilo Facebook criticando i Carabinieri.
Un giudice, Vittoria Giansanti, ha convalidato l’arresto in un’udienza sommaria e ha disposto che Caroppo venisse trattenuto nella struttura di detenzione Due Palazzi.
Caroppo risulta anche iscritto nel registro degli indagati per atti persecutori nei confronti del suo ex rappresentante legale. L’avvocatessa Katia Rossato ha dichiarato di essere stata “il bersaglio principale” di Caroppo e che ha dovuto tutelare la propria vita privata e il proprio lavoro.
Secondo i pubblici ministeri, Caroppo aveva già ricevuto un ordine del Questore ma avrebbe continuato a perseguitare l’avvocatessa. In precedenza era stato arrestato e posto agli arresti domiciliari in Puglia per il caso di stalking, prima di tornare alle stesse condotte.
L’articolo riferisce inoltre che Caroppo ha usato i social media per rendere pubblica la scarcerazione di Erik Zorzi, descritto come l’omicida condannato di Nicoleta Rotaru, con Zorzi già condannato all’ergastolo in primo grado. Caroppo aveva incontrato Zorzi mentre entrambi erano detenuti a Due Palazzi.
In precedenza, Caroppo aveva fatto i conti con la giustizia nel 2011 per un’aggressione dentro un ufficio postale a Pordenone contro agenti della Questura. Dopo essere stato rimosso dalla forza di polizia locale, era finito nei guai anche per presunto utilizzo di permessi per veicoli appartenenti alle amministrazioni comunali di Pordenone e Roveredo. Nel verbale si legge che i post su Facebook con cui attaccava Carabinieri e ufficio giudiziario sono iniziati dopo otto mesi dietro le sbarre.
Più di recente, il pubblico ministero Roberto D’Angelo ha chiesto che Caroppo venisse incarcerato per l’episodio di resistenza e per l’accusa di stalking. L’ultimo aggiornamento è che si trova in custodia dopo la decisione del giudice, mentre l’indagine per stalking è in corso.
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Fonte:
Il Gazzettino