Polizia e pubblici ministeri hanno avviato in Romania un’offensiva su tutto il territorio nazionale nell’ambito della «Operazione JUPITER», con oltre 270 perquisizioni domiciliari in corso il 6 novembre. L’azione è coordinata dalla Procura collegata all’Alta Corte di cassazione e giustizia e dall’Ispettorato generale di polizia rumeno. Le autorità affermano che l’operazione punta a smantellare reti criminali, recuperare i danni e mettere in carcere i sospettati. Gli investigatori stanno valutando un’ampia gamma di reati presuntivamente commessi. Tra questi figurano evasione fiscale, riciclaggio di denaro, frode, appropriazione indebita, frode informatica e traffico di prodotti contraffatti. L’indagine copre anche abusi d’ufficio, contrabbando qualificato, possesso illegale e violazioni delle norme riguardanti armi e munizioni. La polizia sostiene che viene prestata particolare attenzione ai reati ambientali, tra cui lo smaltimento, la detenzione, l’abbandono, lo scarico o l’incendio doloso di rifiuti al di fuori di aree autorizzate. Accanto ai procedimenti per reati economici e ambientali, i raid mirano ad accuse collegate alla criminalità di strada e alla violenza, tra cui favoreggiamento della prostituzione, prestiti usurari, furto aggravato, ricettazione di beni rubati e taglio illegale o furto di alberi. Le autorità indicano inoltre reati come turbamento dell’ordine pubblico, minacce, violazione di domicilio, aggressioni e l’uso di oggetti pericolosi. Gli investigatori stanno inoltre lavorando a casi che riguardano installazioni clandestine utilizzate per collegarsi direttamente alle reti dei servizi o per aggirare la misurazione. Le persone trovate durante le perquisizioni saranno trattenute per essere interrogate, mentre i pubblici ministeri applicheranno le misure legali previste in ciascun caso. La polizia afferma che l’operazione include la documentazione dell’intera attività criminale presunta, il recupero dei pregiudizi e il sequestro dei beni ottenuti illegalmente. Le indagini sono in corso.