La polizia ferma 200 persone nelle rivolte a Milano per il secondo giorno
La maggior parte dei fermati aveva meno di 18 anni, mentre gli scontri colpivano il centro della città.
La polizia ha fermato 200 persone durante le rivolte a Milano per il secondo giorno consecutivo, con la maggior parte di quelle fermate ancora minorenni, cioè sotto i 18 anni.
Le tensioni sono iniziate sabato, quando a Milano e in altre città italiane si sono tenute manifestazioni per un alloggio più accessibile e per condizioni sociali migliori. Domenica, secondo quanto riferito, altri gruppi chiedevano di nuovo, sui social media, un giorno di proteste.
Nel centro di Milano, giovani hanno avuto scontri con la polizia. I manifestanti hanno tentato di entrare nei negozi e di danneggiare le vetrine, lanciando sanpietrini e materiale pirotecnico contro gli agenti. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni, idranti e manganelli.
I turisti sono stati costretti a fuggire quando alcuni negozi hanno chiuso, e in seguito i vigili del fuoco hanno aiutato a liberare le persone rimaste intrappolate.
In alcune zone, secondo il resoconto, anche i residenti hanno affrontato i manifestanti mascherati versando acqua dalle loro finestre. Più tardi, unità pesantemente armate si sono schierate per formare un cordone di sicurezza davanti a La Scala, dove era previsto un concerto, secondo il quotidiano La Repubblica.
Il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi ha detto che la polizia ha effettuato i 200 fermi. Anche la Cattedrale di Milano ha dovuto interrompere presto le visite guidate e il primo ministro Giorgia Meloni ha convocato per lunedì un incontro sull’ordine pubblico. La polizia ha affermato che al momento non ci sono informazioni sui feriti.
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha esortato a una risposta dura da parte della polizia. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha detto che la città ha bisogno di più agenti, sottolineando che chiede rinforzi da tempo.
Le persone fermate sono state portate in custodia e la polizia non ha segnalato ulteriori esiti, come accuse o date di udienza.
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Fonte:
HNonline