La Corte suprema svizzera conferma la condanna a 14 anni di Erwin Sperisen
L’ex capo della polizia guatemalteca ha perso il ricorso per le uccisioni extragiudiziali del 2006.
Il Tribunale federale svizzero ha respinto il ricorso dell’ex capo della polizia guatemalteca Erwin Sperisen, mantenendo così la sua condanna a 14 anni di carcere.
Il tribunale ha emesso la decisione dopo che la corte d’appello di Ginevra aveva ritenuto Sperisen colpevole di complicità nelle uccisioni extragiudiziali del 2006 di sette detenuti nel carcere di Pavon, vicino a Città del Guatemala.
Sperisen ha ricoperto il ruolo di capo della polizia civile del Guatemala da luglio 2004 a marzo 2007. In quel periodo, secondo la massima corte svizzera, è stata condotta un’operazione di polizia sotto il suo comando per riprendere il controllo del carcere, durante la quale sono morti diversi detenuti.
Il caso ha attraversato anni di processi, rinnovazioni del giudizio e appelli. Sperisen era stato condannato per la prima volta nel 2014 da un tribunale di Ginevra all’ergastolo, ma nel 2017 il Tribunale federale ha ordinato un nuovo processo a causa, secondo quanto affermato, dell’uso di prove difettose.
Una corte d’appello di Ginevra lo ha condannato di nuovo nel 2018, stavolta a 15 anni. Il Tribunale federale ha confermato quel verdetto nel 2019 prima di ribaltare la decisione nel 2023 dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che un giudice nel caso di Ginevra non sembrava essere imparziale.
Nel settembre 2024, la corte d’appello di Ginevra ha condannato Sperisen e fissato la pena a 14 anni. Respingeendo la sua ultima richiesta, il Tribunale federale ha affermato che il ricorso era respinto «insofar as it was admissible», includendo che Sperisen non poteva basarsi sul fatto che un’altra persona sottoposta a procedimento collegata ai fatti era stata assolta in Austria.
I suoi avvocati hanno inoltre avviato un’ulteriore istanza per far riesaminare il caso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
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Fonte:
eNCA