Un uomo accusato di terrorismo si è espresso da detenuto in relazione a un attacco con incendio doloso avvenuto a Pardubice, che secondo i pubblici ministeri avrebbe preso di mira lo stabilimento di LPP Holding. La polizia accusa Youssef Moursi, uno studente di 25 anni, di essere coinvolto nella combustione della sede di Pardubice di LPP Holding. L’episodio risale a più di mezzo anno fa, ma il caso non è ancora stato risolto e la detenzione cautelare di Moursi è stata prorogata due volte, con revisioni ogni tre mesi. Moursi ha detto ad Al Jazeera che gli investigatori stanno usando “guerra psicologica” e ha affermato che è “inaccettabile” tenere le persone in custodia e prolungare la detenzione basandosi su “un mix di simpatie, attivismo e razzismo”, senza prove dirette. Nel suo racconto, inizialmente ha trascorso tre mesi in isolamento e in seguito ha ricevuto un regime più blando, che prevedeva fino a un’ora fuori dalla sua cella ogni giorno e l’autorizzazione a chiamare ogni giorno per un massimo di 20 minuti. Il caso della polizia è collegato a un attacco con incendio doloso che ha causato danni nell’ordine di centinaia di milioni. Un gruppo che si fa chiamare The Earthquake Faction ha poi rivendicato la responsabilità e ha pubblicato un video dell’attacco, indicando come bersaglio una cooperazione che coinvolge la società israeliana Elbit Systems. Moursi e le altre persone accusate sono indicati in relazione all’incendio. Le prove dell’indagine includono, tra le altre cose, informazioni secondo cui Moursi avrebbe condiviso dopo l’attacco consigli agli attivisti su come comportarsi se fossero stati avvicinati dalla polizia. La difesa, rappresentata dall’avvocato Pavel Čižinský, sostiene che il caso si fonda su prove “ridicole”. Lo stato più recente descritto nel rapporto è che Moursi resta in custodia mentre l’inchiesta continua e il tribunale continua a rivedere la sua detenzione ogni tre mesi.