L'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche sta diventando una sfida importante per le indagini penali in tutta Europa, riferisce Europol. L'agenzia afferma che oggi più della metà delle indagini penali comprende una richiesta di ottenere prove elettroniche, come messaggi di testo, e-mail o messaggi inviati tramite applicazioni. In molti casi, le informazioni ricercate possono trovarsi in un Paese diverso da quello degli investigatori che ne fanno richiesta. Europol sottolinea che l'acquisizione di prove elettroniche è complicata da questioni sia giuridiche sia tecniche. Le prove possono essere conservate in un luogo sconosciuto e i server che contengono i dati possono essere distribuiti in più Paesi. Questo può rendere difficile individuare dove siano conservate le informazioni e come accedervi. Il rapporto segnala inoltre la mancanza di termini armonizzati per gestire questo tipo di richieste. Di conseguenza, investigatori e autorità possono trovarsi di fronte a incertezze sui tempi quando cercano di mettere al sicuro dati digitali oltre i confini nazionali. La combinazione tra la complessità giuridica e la realtà tecnica delle modalità di conservazione dei dati fa sì che le richieste transfrontaliere di prove elettroniche non siano semplici. Europol presenta questi fattori come alcune delle principali sfide che incidono sull'accesso alle prove elettroniche nei procedimenti penali. Il comunicato stampa di Europol non illustra singoli casi né specifici risultati delle attività di contrasto, ma si concentra sul problema più ampio: poiché le indagini fanno sempre più affidamento sulle comunicazioni digitali, i sistemi per ottenere prove elettroniche transfrontaliere devono gestire luoghi di conservazione frammentati, giurisdizioni complesse e procedure diverse.