La polizia greca ha dichiarato di aver arrestato 59 persone nel caso “Xoriatiko” dopo aver smantellato, secondo quanto emerso, un’organizzazione criminale coinvolta in una frode contro lo Stato greco e gli enti pubblici. L’operazione è durata da domenica 25 ottobre 2026, con agenti impegnati ad Atene, Rodi, Mykonos, Ioannina, Agrinio, Zante, Tripoli, Patrasso e Corinto. La polizia ha affermato che il gruppo avrebbe operato almeno dal 2016, costruendo in Grecia una rete di società e collegamenti commerciali e finanziari in Bulgaria, Irlanda e Danimarca. Gli investigatori ritengono che i membri abbiano creato e utilizzato 430 entità societarie interconnesse. Di queste, 340 sarebbero state impiegate come parte di un meccanismo per eludere in modo sistematico imposte, contributi previdenziali e altri obblighi finanziari. Le autorità hanno spiegato che le società venivano presentate come indipendenti, ma sarebbero state controllate dalle stesse persone reali, che si sarebbero celate dietro i cosiddetti “prestanome” in qualità di amministratori e rappresentanti legali. La rete avrebbe coinvolto settori tra cui locali notturni, ristoranti, bar sulla spiaggia, hotel, agenzie di viaggio, panifici, attività di pasticceria e negozi di intrattenimento per adulti. La polizia ha inoltre indicato che lo schema presunto si basava sull’accumulo ripetuto di debiti verso lo Stato greco, gli enti di previdenza sociale e le autorità locali, per poi sostituire le società in difficoltà con società nuove controllate dalle stesse persone. Questo avrebbe reso più difficile il recupero, poiché l’azione spesso si concentrava su società “di comodo”. Nell’ambito del metodo presunto, gli investigatori hanno descritto il mancato pagamento dei contributi previdenziali, l’omesso versamento di imposte come IVA e imposta sul reddito, il mancato pagamento degli affitti alle autorità locali e alla Hellenic Corporation of Assets and Properties (ET.A.D. Α.Ε.), la mancata rimessa delle imposte sul libro paga trattenute e la mancata restituzione dei fondi forniti come anticipi rimborsabili. La polizia ha dichiarato di aver trovato prove estese secondo cui il mancato pagamento sarebbe stato deliberato e non dovuto a incapacità finanziaria, citando prelievi dai conti bancari delle società e trasferimenti tra società collegate, inclusi prestiti a lungo termine senza interessi e indennità di licenziamento elevate. Un esempio citato riguardava una richiesta di indennità di licenziamento di circa 1,2 milioni di euro. L’operazione ha visto il coinvolgimento dei servizi della Divisione per la criminalità organizzata con sede ad Atene, Salonicco e Creta, con il supporto di unità di polizia, l’Unità Speciale Antiterrorismo (E.K.A.M.), la Divisione di Criminalistica e la Guardia costiera. Makeleio.gr ha riferito l’esito dell’indagine: i 59 arresti sono seguiti alla costituzione di un fascicolo che include 149 persone accusate.